Il Cinema che Sento - di S.Trebbi

Ognuno di noi ha una combinazione personale di ricordi legati al Cinema e rievocati da una musica precisa, a volte da una canzone , Simone Trebbi ci racconta la sua.

Propongo un gioco: proviamo ad immaginare il film “Nuovo Cinema Paradiso” senza quella meravigliosa colonna sonora di Ennio Morricone. Arrendiamoci, non c’è speranza. Le suggestioni che ci ha donato quel film sono imprescindibili da quella poesia in musica che lo accompagna. Ognuno ha dei ricordi personali intimi sulle lacrime che ci ha donato il poeta Ennio Morricone con la scena finale dei baci tagliati. Molti di noi ricordano dove hanno visto il film la prima volta o magari dove hanno lo hanno visto la ventesima volta in videocassetta o in dvd.. e le lacrime di emozione che cadevano lungo le nostre guance avevano lo stesso sapore sul divano di casa davanti alla tv con di fianco la propria compagna o il proprio compagno.

E i duelli western possono avere un altro accompagnamento se non quella musica di “C’era una volta il west”? Due persone potrebbero mai guardarsi intensamente negli occhi senza avere in sottofondo la musica di Ennio Morricone?

Al grande musicista devo un ricordo personale meraviglioso: un weekend autunnale di ormai tanti anni fa ero a Bagnacavallo, frazione di Ravenna, ad un ritrovo di amici provenienti da varie parti della regione. Il ragazzo che ci ospitava aveva adibito una vecchia stalla ad una bella e accogliente tavernetta. Passammo un sabato sera leggero e festoso pieno di energia e musica come solo a vent’anni può capitare poi a notte inoltrata tirammo fuori i nostri sacchi a pelo e ci mettemmo a dormire. La mattina dovevamo svegliarci presto perché molti di noi dovevano prendere il treno. Qualcuno provò a svegliare il gruppo goliardicamente sbattendo un mestolo contro un pentolone ma senza risultato. Poi avvenne qualcosa di magico. Il ragazzo che ci ospitava mise sullo stereo proprio la colonna sonora di “C’era una volta il west”. Fuori c’era la nebbia e il freddo umido tipico della bassa era entrato anche dentro la tavernetta.. ma quella musica ci riscaldò il corpo e il cuore coccolandoci come una carezza materna.. svegliandoci dolcemente. Gli amici di quel gruppo li ho persi di vista ma mi piace pensare che tutti, anche se ormai dispersi nelle proprie vite, ricordino ancora quel risveglio con la stessa emozione con cui lo ricordo io. A distanza di vent’anni io ricordo quel momento come uno dei risvegli più belli della mia vita.

Questa è la potenza della musica! E le colonne sonore indimenticabili dei film entrano a far parte della nostra vita.

Tutti ricordiamo ad esempio “Flashdance” di Adrian Lyne.. ma certamente Jennifer Beals non sarebbe stata così bella senza quella musica mentre ballava. Vale la pena andare su Youtube a rivedere la scena dell’operaia Alex (il nome della protagonista) che insegue il suo sogno ballando e battendo velocemente i piedi sulla canzone “Maniac” o la scena finale dell’audizione con Irene Cara che canta “What a feeling”.

E’ meraviglioso come i brani musicali possano entrare nei film in maniera così perfetta.. come ad esempio “Gocce di memoria” di Giorgia nel mio film del cuore “La finestra di fronte” di Ferzan Ospeteck, “A kiss is just a kiss” in “Casablanca” di Michael Curtiz o la malinconica “Vincenzina” di Enzo Jannacci nel film “Romanzo popolare” di Mario Monicelli.

Da appassionato di calcio a me è rimasta impressa anche la scena finale di “Tutta colpa del paradiso” con Francesco Nuti che fa una semirovesciata sulla palla lanciata dal suo bimbo mentre cominciano le note di “Lovelorn man”.

I più romantici ricordano Patrick Swayze e Demi Moore in “Ghost” che modellano il fango con “Unchained melody” e la scena di “Dirty dancing” in cui lo stesso Patrick Swayze va a prendere la sua Baby che se ne stava imbronciata al tavolo con i suoi genitori e incomincia a ballare sulle note di “I had time of my life” con la celeberrima frase che tutte le donne dai 35 anni in su sanno a memoria “Nessuno può mettere Baby in un angolo”.

Io poi non riesco a dimenticare Melanie Griffith in mutande in “Una donna in carriera” mentre fa le pulizie con “Let the river run” di Carly Simon (canzone che tra l’altro vinse l’oscar). Con tutte le belle donne che ho visto in mutande al cinema non so se avrei ricordato quella scena senza quella canzone.

Qualche appassionato di vecchi film forse ricorda anche una scena bellissima de “La ragazza con la valigia” di Valerio Zurlini: Claudia Cardinale che scende in accappatoio con in sottofondo le note di “Celeste Aida”. Quando vidi quella scena mi chiesi se poteva esistere al mondo una donna più bella.

Ricordi alla rinfusa accumulati negli anni passati al cinema.

Ognuno di noi ha le proprie note musicali che sono rimaste impresse nella mente pronte a suonare di nuovo nel proprio cuore a caso durante una chiacchierata o durante un abbraccio.

La magia delle colonne sonore dei film è che diventano anche le colonne sonore di momenti della nostra vita.

E la musica in sottofondo ci rende la vita più bella.


Simone Trebbi

Mi chiamo Simone Trebbi, ho passato i 40 e sono un sognatore. I miei sogni li alimento leggendo tanto, scrivendo, andando al cinema e viaggiando. Oltre al calcio, per cui nutro un amore viscerale che mantiene vivo il bambino che sono stato, queste sono le mie grandi passioni. Scrivo prevalentemente racconti (alcuni sono stati premiati in qualche concorso o pubblicati in qualche antologia in qua e là per l’Italia) e qualche articolo legato alla mia passione infinita: il cinema. Amo viaggiare con lo zaino in spalla in giro per l’Europa usando i mezzi pubblici. Molto spesso i miei scritti li ho pensati proprio in qualche angolo sperduto del nostro continente o passeggiando nelle vie della mia amata Bologna.

In copertina collage