Hollywood a casa mia - di M.Coppola

Un bambino che gioca con il cinema.. perché no? Dalle ombre cinesi in poi tutto è possibile con un proiettore di luce ed una parete bianca, anche essere noi , la star di Hollywood o l’ultimo dei supereroi.

Molte parole nella nostra testa hanno un immagine precisa. Alcune di quelle, pescano tra i ricordi più lontani nel tempo. Rapidamente riemergono scene del nostro vissuto che, probabilmente, coincidono con la prima volta in cui abbiamo ascoltato quella parola. Quando penso a Hollywood come tanti, oggi vedo le lettere bianche e giganti che sormontano la verde collina di Los Angeles. Se mi guardo indietro però, eccole lì:

sulla copertina di un quaderno di scuola elementare tutto da scrivere. Che fosse a quadretti o a righe, per i compiti di italiano o di matematica, la copertina era un manifesto di un film, un classico del Cinema Americano e sul retro potevi controllare che non te ne mancasse nessuno della serie:

“Ombre Rosse”, “A qualcuno piace caldo”, “Casablanca” , “The Kid”, “Fronte del porto” e “Via col vento”.

Per molti che come me ricordano quei vecchi manifesti, ovunque li abbiate visti, con buona probabilità, quello è rimasto l’unico contatto con il cinema del passato, che classico lo era già tanti anni fa.

Oggi è facile ritrovarsi tra chi scopriva da ragazzino il suo sport preferito, conosceva il calcio, il ciclismo e ritrovava i suoi paladini negli almanacchi, nello scambio e nei giochi con le figurine, oppure chi amava le auto o le moto e poteva collezionarne o costruirne un modellino.

Non ne ho conosciuti altrettanti che avessero la passione del super 8 e che cercavano pellicole nelle mercerie o cartolibrerie del paese per proiettare su una parete bianca di casa qualsiasi cosa si potesse trovare: una puntata di Rin Tin Tin, un cartone della Warner Bros, Un film intero di Stanlio & Ollio ed una comica di Charlie Chaplin. Se oggi hai già collezionato i tuoi 40 o più compleanni, forse potrai ricordare le “Simpatiche Canaglie” (la movie serial Our Gang ) un serial cinematografico che potevi vedere nella tv di quegli anni, in cui i bambini erano veri protagonisti. Per gli stessi che hanno seguito le avventure slapstick di Alfa Alfa, Spanky, Buckwheat e gli altri , sarà già più difficile aver visto film usciti al cinema altrettanti anni prima.

Le retrospettive poi, sono cose da cinefili accaniti e la sola idea di “pellicole in bianco e nero” farebbe venire i brividi alle nuove generazioni.



I bambini di oggi? Sapranno mai chi è Gene Kelly, Charlot, Audrey Hepburn, Judy Garland o capiranno come la fantasia della musica permetta a Topolino di muovere una scopa, conoscere il potente Mago di Oz che dona un cervello all’uomo di paglia, il coraggio ad un leone ed un cuore ad un uomo di latta?

Perché no?

Potreste scoprire addirittura che i bambini non aspettavano altro e che siano ansiosi di girare il primo ciak, che si divertano e che attraverso loro, che la mamma ricordi più di quanto credeva di ricordare e che il papà, riguardando suo figlio, impari qualcosa che gli era sfuggito e ritorni lui, bambino.

Ma come e di cosa stiamo parlando? Lo potete vedere anche subito: IN PRATCA      Continua in



Marco Coppola videomaker MarTEN Video


Salentino d'origine e Bolognese di destinazione. Nel 2001 realizzo il mio primo cortometraggio low budget "Casual" nella provincia di Lecce. Dopo il laboratorio di cinema di Giuseppe Ferrara (Cento giorni a Palermo, Il caso Moro) documento la storia del ritorno dalla guerra di mio nonno Salvatore Greco. A Bologna, con Antonella Daddio, dal 2008 produco e creo video sotto la casa MarTEN. Nel 2011 organizzo e dirigo ParteCinemAzione, rassegna che riunisce a Bologna alcuni tra i più bravi videomaker della scena nazionale. Dal 2012 per l'associazione PiantiamoLaMemoria organizzo laboratori e troupe di studenti nella realizzazione di docufiction. Se ho uno stile, si divide, forse si confonde, tra l'arte del surrealismo e l'esigenza di ricordare la realtà.

in copertina HOLLYWOOD WEEK, la grafica  del DVD video